Siamo giunti al termine del percorso di ricerca per l’anno  2011-12, che ha visto il coinvolgimento delle scuole dell’infanzia San Bartolomeo, Tezzone,

Cervellini, Maria Bambina, Beazzano, Rodari.

La dott.ssa Tortella, conduttrice del progetto diretto dal Prof. Fumagalli dell’Università di

Verona e svolto in collaborazione con Laboratorio 0246, si è incontrata in questi giorni con i genitori e con gli insegnanti dei bambini per presentare quanto realizzato durante l’anno di attività.

Questi incontri sono stati reciprocamente utili ed hanno consentito ai genitori di esprimere liberamente le proprie considerazioni.

In particolare sono emersi i seguenti aspetti
importanti:

– I bambini non sono più capaci di giocare
– “Da quando mio figlio ha scoperto il parco giochi Primo
Sport 0246 ha smesso di guardare la televisione!”
– I bambini riferiscono di rimanere troppo poco tempo al
parco giochi
– l’attività motoria extrascolastica ha ricadute anche sull’attività scolastica, soprattutto per quanto riguarda
lo stare nel gruppo

E’ quindi venuto fuori un quadro sostanzialmente positivo dell’esperienza dei bambini al parco e di grande soddisfazione da parte dei genitori. Gli incontri sono anche stati un’opportunità per avviare un vero e
proprio processo formativo che ha permesso ai genitori di apprendere molte novità scientifiche sul valore dell’attività
motoria nelle prime fasi della vita. In particolare dalle interessanti e vive discussioni sono emersi i seguenti
aspetti importanti:

1. Il bambino deve giocare liberamente, ma è importante che vi siano momenti di attività mediata dall’insegnante
o dal genitore, che può aiutarlo a:

a)       crescere le competenze fornendogli con discrezione
lo spunto per superare i propri limiti. E’ quello che il grande
psicologo dell’infanzia Vygotskij ha definito “zona di sviluppo prossimale”.

b)      adattare a “ciascuno” l’attività in modo che il gioco sia sempre uno stimolo per la crescita e non una frustrazione,
che l’attività sia stimolante e non noiosa.

c)      vivere con il gioco esperienze positive.

 

Di seguito riportiamo un esempio di come l’aiuto “non invasivo” dell’adulto ha consentito un vissuto positivo per i bambini e un aumento delle loro competenze motorie

Il tronco molleggiato

I bambini giocavano liberamente per 30 minuti e per altri 30 minuti realizzavano dei percorsi guidati dagli esperti nelle attività motorie. Un gioco chiamato “tronco su molle”, all’interno dell’area dell’Equilibrio sembrava essere troppo difficile. Lo scorso anno quasi nessun bambino è riuscito a salirvi e a camminarci sopra.  La metodologia di conduzione delle attività lo scorso anno prevedeva che i bambini passassero lo spazio del “tronco su molle”  muovendosi come meglio credevano; l’andatura preferita era il movimento “a cavalcioni” e non si è assistito a tentativi di movimento diverso.

Quest’anno è stato detto ai bambini di provare a salire sul tronco, appoggiandosi ad un braccio dell’esperto, che lo toglieva, una volta che i bambini avevano raggiunto la posizione di equilibrio. “Ma cado!” esclamavano i bimbi. “Se ti sembra di cadere prova a fare un bel salto!”. L’esperto poneva l’attenzione sul salto e non sull’andatura sul tronco. In questo modo i bambini hanno imparato a:

a)      Prendere coscienza del proprio corpo in equilibrio e a percepire il momento della sua perdita

b)      Saltare dal tronco in diversi mod

c)      Salire sul tronco, inizialmente utilizzando l’appoggio e in seguito autonomamente

d)      Camminare sul tronco a molle

 

 

La soddisfazione dei bimbi è stata elevatissima, poiché erano coscienti che l’esperienza era molto difficile e alla fine del percorso tutti sono stati in grado, senza fatica, di camminare sul tronco molleggiato in modo autonomo!

 

2. Positività del contatto con la natura, “a piedi nudi nel verde”.

I bambini amano stare scalzi e al parco giochi Primo Sport 0246 ciò è possibile grazie al controllo costante del parco e alla pulizia. I bambini si rotolano nell’erba approfittando delle collinette presenti ai lati.

3. i bambini imparano a conoscere le loro capacità

4. imparano a conoscere i loro limiti

5. imparano ad ascoltare

6. sviluppano le capacità di attenzione e concentrazione.

Ad esempio imparano ad osservare il compagno che hanno davanti e a salire su un gioco solo quando l’amico ha raggiunto un certo punto stabilito dall’insegnante.

7. imparano a imitare i compagni

8. imparano nuovi giochi e scoprono nuove strategie

9. l’attività motoria extrascolastica ha ricadute anche sull’attività scolastica, soprattutto per quanto riguarda lo stare nel gruppo

 

Patrizia Tortella     Info: cemef@libero.it