Con questo studio si è voluto ricercare la relazione tra ambiente fisico, contesto umano e gioco del bambino in età prescolare (0-6 anni), attraverso l’osservazione dei livelli di attività motoria acquisiti dai bambini durante il gioco.

In una scuola dell’infanzia di Verona si è realizzato uno studio che ha coinvolto tutti i bambini di 3- 4 anni (62).
I bambini della stessa età sono stati suddivisi in gruppi di 12-15 (a estrazione). Una volta alla settimana disponevano di 30 minuti per realizzare attività di gioco libero. Le attività iniziavano quando i bambini entravano in una stanza e l’insegnante diceva loro: “potete giocare come volete”. L’insegnante si sedeva poi in un angolo dello spazio e non interagiva più. I bambini venivano ripresi con una telecamera.

Organizzazione:
È stata predisposta una stanza completamente vuota, entro la quale sono stati messi degli oggetti, già conosciuti e
utilizzati normalmente dai bambini nelle attività scolastiche:
CONDIZIONE A: cerchi di plastica e gomma di diametro vario sparsi sul pavimento;
CONDIZIONE B: cerchi di plastica e gomma di diametro vario ammucchiati in un angolo della stanza;
CONDIZIONE C: piscinetta di gomma contenente palline di plastica posta al centro della stanza e materassini e
cuscini vicini alle pareti;
CONDIZIONE D: piscinetta di gomma contente palline di plastica posta in un angolo della stanza e materassini e
cuscini vicini alle pareti.

Per lo studio dei livelli di attività motoria, in ogni gruppo, il comportamento dei bambini presenti nella stanza veniva classificato ad intervalli di trenta secondi in tre livelli:
1- Il bambino corre/cammina velocemente senza tenere oggetti in mano
2- Il bambino tiene in mano l’oggetto usandolo per giocare
3- Il bambino sta fermo senza tenere oggetti in mano
I dati sono espressi in termini di percentuale di bambini che, nei trenta secondi di osservazione, si è trovato per la
maggior parte del tempo in una delle tre condizioni. Sono stati applicati anche dei podometri (strumenti di plastica simili ad un orologio, applicati con una clipe all’elastico dei pantaloncini del bambino) I dati da ciascun podometro venivano trascritti a fine sessione.

Risultati:

Nella condizione A (cerchi sparpagliati per il pavimento) i bambini trascorrano la maggior parte nel loro tempo camminado/correndo con pochissima o nulla attività di manipolazione dei cerchi. Dopo circa 15 minuti qualcuno afferra il cerchio e inizia attività di manipolazione, che diventa predominante alla fine del tempo.

Nella condizione B (cerchi accatastati in un angolo della stanza) i bambini trascorrono tutto il loro tempo manipolando gli oggetti, correndo e camminando pochissimo o per nulla

Nella condizione C e D (piscinetta con palline di plastica disposta in un angolo e nell’angolo opposto della stanza) i bambini hanno lo stesso comportamento. Continuano a saltare nella pisci netta, ad uscire e rientrare, senza alcuna variazione per tutto il periodo.

Conclusioni
I risultati mostrano che
1) è molto importante l’oggetto utilizzato dal bambino, per quanto riguarda le modalità di utilizzo e la conseguente attività motoria realizzata
2) l’organizzazione dello spazio e la disposizione degli oggetti nello spazio condiziona fortemente il comportamento dei bambini e la scelte del gioco.
3) Il gruppo dei bambini ha un potere trainante sulla scelta del gioco, rispetto alle iniziative dei singoli bambini
Il tipo di attività “libera” scelta dai bambini risulta essere in realtà fortemente condizionata da fattori ambientali (organizzazione dello spazio e diversa ubicazione degli oggetti), da fattori contestuali (potere condizionante del gruppo dei bambini rispetto alle iniziative del singolo).
L’esperienza dei cerchi ha permesso ai bambini un diverso utilizzo del materiale al variare delle situazioni ambientali. L’esperienza con ambienti più strutturati, come il caso delle piscinette piene di aplle, non ha prodotto cambiamenti al variare delle situazioni. Queste considerazioni suggeriscono che giochi “meno strutturati” siano più indicati quando si vuole stimolare, attraverso il gioco, la creatività, la fantasia e la capacità a diversificare il proprio comportamento.
E’ importante osservare, inoltre, che da un punto di vista motorio il variare delle condizioni ambientali e del tipo di strumento utilizzato ha prodotto differenti comportamenti motori.

Nella predisposizione di un programma motorio, che tenga conto dello sviluppo del bambino, è necessario verificare le risposte dei bambini alle diverse condizioni ambientali e contestuali e in fase di progettazione di spazi è indispensabile tenere conto dell’influenza esercitata nella scelta dei comportamenti da parte dei bambini.

Il concept del parco giochi “Primo Sport 0246” nasce da queste premesse e gli studi condotti dal gruppo di ricerca del prof. Fumagalli permettono di individuare le condizioni contestuali e ambientali migliori per promuovere lo sviluppo integrale del bambino da 0 a 6 anni
Patrizia Tortella

Referenze:
P. Tortella, F. Tessaro, G. Fumagalli, Motor cognition during free games in 3 years old children builts up on factors involving space organization and social interaction, in Le scienze cognitive in Italia 2011, Aisc 2011, Atti dell’ottavo convegno Nazionale Associazione Italiana di Scienze Cognitive, Tecnologia, scienze umane e scienze della salute, (a cura di Angelo Rubinacci, Angelo Rega Nicola Lettieri), Napoli: Università degli Studi Federico II, 2011, ISBN 978-88-904539-4-6, http://www.aisc-net.org/home/category/e-book-corner/ pp.189-193.