La condizione fondamentale è che il bambino deve avere in ogni momento bambina sulle manidel suo sviluppo l’opportunità di essere autonomo rispetto a ciò che sa fare. L’ambiente deve essere strutturato in modo da stimolare in lui il desiderio di provare una certa esperienza.  Sarà il bambino a decidere quando provare. Istruttive in tal senso sono le osservazioni fatte sul comportamento di comunità sociali e etnie diverse. Per esempio, i bambini africani delle zone rurali vengono lasciati da soli accanto a degli appoggi di legno, ai quali si aggrappano e imitando altri bambini iniziano a camminare. Provano e riprovano e a nove mesi già camminano! In Europa genitori e nonni tengono i bambini nei girelli, nei box, danno loro la mano e li aiutano nei primi passi senza che questi abbiano ancora avuta una propria esperienza di autonomia motoria. Come risultato i bambini europei iniziano a camminare qualche mese più tardi dei bambini africani. In alcune zone dell’India, invece, i bambini non vengono mai messi a terra e sempre portati sulla schiena dai fratelli maggiori, fino a che non sono in grado di stare in piedi, poiché viene considerato pericoloso per la loro vita lasciarli a terra se non sono autonomi nei movimenti. A differenza dei bambini europei e dei loro vicini delle altre regioni dell’africa, questi bambini iniziano a camminare solo verso i 21 – 23 mesi.

 

Per saperne di più puoi trovare questo articolo sulla pagina 51 del libro “Primo Sport” scaricabile gratuitamente qui.