1a PARTE

La ricerca nell’ambito dello sviluppo motorio dominò la letteratura della metà del ventesimo secolo, in particolare con studi di Gesell, Mcgraw e Shirley che lo descrissero come una sequenza ordinata e progressiva di comportamenti. Da quel momento gli studi si interruppero e alcuni autori sostengono che ciò possa essere dovuto al fatto che il rigido profilo delineato non necessitava di ulteriori approfondimenti.
La prospettiva MATURAZIONISTA, alla quale aderivano gli autori citati considerava i cambiamenti nello sviluppo come conseguenze dei processi di maturazione del sistema nervoso. Il sistema nervoso si riteneva infatti responsabile dello sviluppo motorio.
Lo sviluppo motorio era considerato un processo interno e innato, determinato biologicamente e geneticamente. In questa prospettiva lo sviluppo motorio si realizzava una volta avvenuta la maturazione del sistema nervoso.
Il ruolo dell’ambiente era considerato unicamente di rallentamento o anticipazione dello sviluppo, ma non come un fattore fondamentale di cambiamento, poiché lo sviluppo si riteneva fosse biologicamente determinato.
Gesell sosteneva che ogni età dello sviluppo corrispondesse ad una fase evolutiva uguale per tutti, perfettamente predeterminata e invariabile.
Di conseguenza lo sviluppo era prevedibile e quindi egli stabilì che i bambini si sviluppano naturalmente, senza bisogno di speciali esperienze e non influenzati dall’ambiente. Lo sviluppo era un fatto naturale, biologico, genetico.
Gesell fu ispirato da Coghill, nello studio delle fasi evolutive delle salamandre. Coghill credeva che la comparsa di un particolare comportamento delle salamandre fosse coincidente con la maturazione di una specifica connessione neurale e quindi che alla maturazione di un certo tratto nervoso corrispondesse nelle salamandre, ad esempio, la capacità di nuotare.
Gesell, considerando che l’uomo funzionasse come le salamandre descrisse 22 fasi del “gattonamento” e stabilì delle rigorose sequenze di sviluppo, che rappresentavano i comportamenti attesi dai bambini in fase di maturazione. In altre parole, se un bambino ad una certa età non presentava il comportamento descritto significava che dovevano esserci dei problemi nel sistema nervoso. Sulla base di questa idea egli costruì le tabelle dello sviluppo, con le tappe obbligate di acquisizione di comportamenti, legate a precise età del bambino.
Queste sono le origini delle credenze della maggior parte delle persone rispetto allo sviluppo motorio dei bambini. Si pensa ancora che i piccoli crescano, maturino spontaneamente, senza tenere in considerazione gli effetti dell’ambiente.
Il grande cambiamento dovuto agli studi neuroscientifici è che l’esperienza promuove lo sviluppo del sistema nervoso. Noi siamo geneticamente predisposti ma senza esperienza le nostre potenzialità non si sviluppano.
Se un bambino non fa attività motoria non sviluppa le competenze motorie. Esse rimangono infatti ad un livello molto rudimentale di sviluppo, che non gli permettono una vita soddisfacente.
E’ stata scoperta recentemente una famiglia curda che cammina con quattro zampe come le scimmie. Gli antropologi ritengono che questo sia dovuto inizialmente ad una malformazione genetica di un membro ma successivamente si sia propagata poiché ai figli e ai figli dei figli mai nessuno ha insegnato a camminare. Questo fatto ha confermato ulteriormente che l’uomo si sviluppa in seguito all’esperienza e non semplicemente MATURA.
Purtroppo però la maggior parte delle persone crede ancora che i bambini “maturino” naturalmente e che non abbiano bisogno di nulla.
Nei prossimo articoli approfondiremo ulteriormente questo aspetto.

Patrizia Tortella
Per info: patrizia.tortella@gmail.com

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