Quanto è importante l’esperienza nello sviluppo di un bambino.

L’idea che spesso si ha dell’attività fisica per i bambini/e da 0 a 6 anni è che si tratti di qualche cosa di OPZIONALE, non indispensabile. Si ritiene che i bambini/e crescano spontaneamente, maturino. Le tappe di sviluppo di Gesell, presentano lo sviluppo del bambino come un evento cronologico: a certe età corrispondono determinate competenze. Ma come si sviluppano queste competenze?

I recenti studi mettono in risalto che il bambino si sviluppa e non semplicemente “matura”, che le fasi di sviluppo indicate nelle tabelle sono puramente orientative e specifiche delle nostre culture occidentali, che l’età biologica predispone ma non determina lo sviluppo. Lo sviluppo dipende da diversi aspetti, quali:

  • caratteristiche biologiche del bambino/a, il suo carattere, la sua personalità, i suoi valori, stato di salute;

  • caratteristiche delle attività che pratica, quali obiettivi persegue con le attività, frequenza, intensità , durata delle esperienze;

  • caratteristiche dell’ambiente fisico: dimensioni, temperatura, altezza, caratteristiche fisiche;

  • caratteristiche dell’ambiente umano: credenze dei genitori, abitudini culturali, situazione economica, sociale, salute.

Ogni bambino/a risponde in modo personale alle sollecitazioni provenienti dall’ambiente fisico e umano che lo circonda e l’esperienza motoria assume un ruolo molto importante, poiché essa è in grado di accelerare, rallentare o annullare lo sviluppo di competenze.

I bambini/e che possono avere esperienze motorie diversificate sviluppano una vasta gamma di competenze motorie “motor skills”. Tali competenze permettono loro di partecipare di più alla vita sociale e di praticare attività fisica. Un bambino/a che non sa correre non correrà con gli amici, che non sa giocare a palla, non lo farà con gli amici. Egli/ella Svilupperà mano a mano consapevolezza di “non essere capace” ed eviterà le situazioni, riducendo ulteriormente le sue esperienze motorie, l’attività fisica, le relazioni sociali, l’autoefficacia, l’autostima, la sua salute complessiva psico-fisica.

Praticare attività fisica è dunque fondamentale per lo sviluppo psico-fisico del bambino.

Le ricerche mettono in risalto la relazione tra attività fisica e prevenzione di obesità, patologie cardiovascolari, circolatorie, metaboliche, tumori, diabete. La pratica di attività fisica nei primi anni di vita predispone anche alla pratica di attività fisica da adulti.

La salute fisica contribuisce allo stare bene complessivo del bambino e influisce anche sullo sviluppo di funzioni cognitive, chiamate FUNZIONI ESECUTIVE.

Queste funzioni, che sono fondamentali per il successo scolastico sia a breve che a lungo termine si sviluppano anche grazie a specifiche metodologie didattiche e particolari tipi di attività fisica. Questo aspetto è all’ordine del giorno della ricerca internazionale, poiché le funzioni esecutive, così importanti per garantire una vita sana e serena sono allenabili e lo sono soprattutto nell’età 0-6 anni.

Patrizia Tortella

copertina-manuale-edizione-2Laboratorio 0246 in collaborazione con il Centro di Ricerca sullo Sviluppo Motorio nell’infanzia dell’Università di Verona organizza e da gennaio a maggio 2015 percorsi formativi gratuiti per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia che realizzeranno le attività didattiche proposte nel NUOVO secondo VOLUME DEL MANUALE (che uscirà a fine settembre 2015!):

ATTIVITA’ FISICA E FUNZIONI ESECUTIVE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA: Consigli agli insegnanti delle scuole dell’infanzia su come promuovere la salute e il successo scolastico dei nostri bambini.

Per info su come partecipare gratuitamente alle attività e ricevere il testo gratuito scrivere o telefonare a:
patrizia.tortella@gmail.com
tel. 3474410497