I bambini da 0 a 6 anni trascorrono la maggior parte del loro tempo nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e a casa.

Talvolta giocano nei giardini pubblici, vanno al centro sportivo e in piscina.

L’attività all’aria aperta è molto ridotta, soprattutto per la poca disponibilità di spazi, in particolar modo di quelli verdi. Il luogo dove è ancora possibile giocare, senza il pericolo di finire sotto a qualche auto è il parco giochi. Diversi studi hanno dimostrato la positività di poter trascorrere del tempo negli spazi verdi e anche solo di poterli vedere dalla finestra.

Una ricerca di Sullivan W. (2001) ha visto che bambini affetti da sindrome di iperattività e disturbi dell’attenzione (ADHD) che hanno frequentato per un certo periodo un parco giochi presentano una diminuzione del disturbo e miglioramenti nella capacità di attenzione. Anche Kaplan (2008) ha dimostrato che il parco giochi, soprattutto in un centro urbano dove prevale rumore e smog, aiuta a rilassarsi e migliora le capacità di concentrazione. Boldemann C. (2004) ha studiato l’attività praticata da 200 bambini da 4 a 6 anni in un parco giochi in Svezia e ha constatato che i bambini che giocavano di più sceglievano parchi ombreggiati, ricchi di arbusti e terreni irregolari, con presenza di erba, sabbia, foglie.

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Il parco è anche importante dal punto di vista sociale: esso è infatti luogo di incontro sia per i bambini che per i loro accompagnatori. La presenza della madre al parco favorisce il senso di sicurezza e appaga affettivamente il bimbo mentre gioca; ciò è vero soprattutto nei bimbi al di sotto dei 3 anni che si sentono così tranquilli e vivono al meglio le proprie emozioni.

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