La Scuola va al Parco

Può sembrare lo slogan estroso o pubblicitario di un istituto, in effetti è la realtà vissuta dal plesso di scuola dell’infanzia Via Tezzone, della città di Treviso, che attraverso l’opportunità di un progetto di ricerca – azione di esperti dell’università di Verona, ha potuto  proporre ai bambini di 5 anni, con frequenza settimanale e durata bimestrale, una speciale esperienza di gioco libero e non, in un contesto particolarmente curato dal punto di vista cromatico, delle attrezzature, dell’ambiente naturale e della strutturazione delle aree per lo sviluppo di abilità motorie.

Circondato da un meraviglioso pianoro verde, i nostri bambini accedevano incontro dopo incontro verso un’oasi densa di proposte allettanti per il gioco di ogni tipo: dal simbolico allo strutturato, dal gioco  libero parallelo al gioco libero di gruppo, dal gioco di scoperta e di ricerca al gioco guidato e finalizzato all’esecuzione di attività mirate all’acquisizione di padronanza e controllo del movimento con la guida di esperti di attività motoria: semplici attrezzi che possiamo anche ritrovare (ma non così numerosi e in posizioni studiate) in altri contesti ma in questa occasione rivissuti e rivisitati con gli occhi attenti, tecnici e curanti degli operatori, attenti soprattutto alla progressione delle proposte e al soddisfacimento del piacere del bambino.

A questo interessante progetto tra scuola e università abbiamo voluto aggiungere una verifica sulla percezione di se stessi durante i giochi con rappresentazioni grafiche pomeridiane in corrispondenza della visita effettuata la mattina, nelle quali i bambini si sono rappresentati nelle diverse posizioni sui giochi in un crescendo di difficoltà e a fine progetto due proposte per valutare la percezione spaziale: una esperienza di orientamento con mappa nel Parco e successivamente una  prova significativa con una caccia al tesoro tra i giochi del parco. In queste due occasioni tutti i bambini erano suddivisi in quattro gruppi ma ciascuno aveva la propria mappa.

Nella prima esperienza di orientamento i bambini, forniti di mappa personale su cartoncino e matita o pastello, dovevano seguire un percorso proposto dall’insegnante e tracciare sulla mappa, il punto corrispondente ad ogni sosta e disegnare i particolari presenti in zona e non previsti sulla mappa (all’orientamento viene aggiunto un interesse verso il contesto – ambiente) alla fine ognuno doveva unire i punti e osservare l’intero percorso effettuato.

Nella seconda proposta invece il bambino, con mappa su cartoncino e matita, doveva ricercare degli indizi precedentemente nascosti dalle insegnanti nel parco e segnare su mappa ciascun punto in cui veniva ritrovato l’indizio; ci si muoveva in gruppo ma ciascuno doveva orientare la propria mappa e segnare il punto preciso del ritrovamento dell’indizio e comunque contribuire alla comprensione degli enigmi. Ogni indizio consisteva in una strisciolina del colore del proprio gruppo (4 gruppi , 4 colori diversi: oro, argento, arancione e azzurro ) con la frase di contenuto non esplicito e con rima: dall’interpretazione corretta delle  indicazioni si risaliva al luogo presunto in cui poter trovare l’indizio successivo e lì tutti a far ricerca. Alla fine tutti ci si è ritrovati con il penultimo indizio in ARENA (luogo in cui durante tutto il percorso del progetto di ricerca i bambini venivano accolti e salutati, rispettando e avendo cura di una routine tipica della scuola dell’infanzia: circle time). Dalle ultime indicazioni in un modo anche originale e partecipato da parte dei bambini si è trovato il tesoro: quattro palloni di gomma piuma da portare a scuola e con i quali giocare con i compagni di plesso.

E’ stata una vera esperienza di orienteering sport scuola ambiente salute al Parco e una bellissima occasione di apprendimento attraverso una esperienza significativa, autentica, in cui la motivazione e il tipo di proposta sicuramente ha sortito l’effetto di una attività didattica trasformata in una esperienza reale e, coinvolgente, impegnativa, contestualizzata e molto affascinante: da ricordare, soprattutto perché è facendo che si impara e per bambini di questa età si attivano importanti momenti di meta cognizione in cui si opera controllo, autovalutazione e riflessione e memoria.

L’occasione di esperienze motorie ludiche si incontra con i desideri della scuola che vuol curare tutti gli aspetti di un didattica che favorisca una crescita sana e cioè che risponde a bisogni pedagogici di ciascun bambino: quelli concreti come  quelli cognitivi, nella consapevolezza che l’attività motoria già a questa età, cioè proposta secondo i bisogni e le particolari modalità espressive dei bambini accresce e sviluppa l’attività cognitiva.
Anna Lo Vecchio