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Muoversi e divertirsi all’aria aperta sono azioni riconosciute da sempre come modelli di benessere e crescita sana da parte dei bambini di tutto il mondo. Se questa attività viene svolta con regolarità ed in piena sintonia con la natura, l’obiettivo si può dire raggiunto nella sua completezza. La gita al mare, in campagna o in montagna è un “toccasana”, ma è spesso limitato ad un breve periodo di vacanza, insufficiente alle necessità dei bambini di oggi. 

Inseriti in spazi verdi urbani o aree verdi attrezzate, i parchi gioco sono delle vere e proprie oasi naturali. L’avvento dell’industrializzazione ha via via affievolito il legame tra natura e uomo, aprendo le porte a nuove problematiche come l’obesità infantile, le allergie, la sedentarietà. 

Studi internazionali confermano che non basta “muoversi” ma è necessario avere un contatto fisico da parte dei bambini con i materiali presenti in natura (erba, sabbia, acqua, piante, alberi) per un totale beneficio alla salute ed alla loro crescita. Molte patologie allergiche sono comparse con prepotenza nelle giovani generazioni, e da più parti viene suggerito che ciò possa essere legato all’abbandono delle abitudini rurali di un tempo in favore di ambienti artificiali privi di naturalità come quelli dei centri urbani. Sedersi su un prato, sentire il profumo delle piante, ascoltare i rumori della natura, sono elementi oramai assenti nelle cultura dei bambini, soprattutto quelli di città. 

Fortunatamente in ambito mondiale assistiamo ad un grande ritorno dei materiali naturali, riciclabili, a basso impatto ambientale a zero emissioni come previsto dai CAM (Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti delle pubbliche amministrazioni) di cui vi abbiamo parlato nella precedente newsletter.

La scelta del Legno come materiale da costruzione oggi viene ripagata da numerosi benefici, uno di questi è la riduzione delle emissioni di CO2

Alluminio, ferro, acciaio, plastiche sono materiali che per la loro produzione richiedono enormi energie dalle forti emissioni nocive in atmosfera che si sommano ai danni ambientali causati dall’estrazione minerale e dai cicli di verniciatura realizzati con l’ausilio di solventi sintetici e componenti tossici. Sono a conoscenza di tutti anche i problemi di salute legati all’uso di materiali compositi e la costante e difficile battaglia degli enti di sorveglianza contro le importazioni di materiali tossici e pericolosi più disparati, (esempio, dalla Cina) purtroppo spesso destinati ai bambini come giocattoli ed anche giochi per parco. Tutto questo viene sottolineato quotidianamente dai mezzi di informazione. L’emissione di CO2 in grandi quantità a livello mondiale rappresenta uno dei più urgenti problemi ambientali. L’innalzamento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre è uno dei fattori fondamentali che rafforza l’effetto serra. Ciò porta a lungo termine ad un riscaldamento generalizzato della terra e a mutamenti climatici, purtroppo già in atto. Il legno, in rapporto a questa problematica, ha un comportamento nettamente più favorevole rispetto agli altri materiali da costruzione. L’albero durante la sua crescita accumula CO2 dall‘aria. Il carbonio (C) è utilizzato per la costruzione di sostanze organiche, l’ossigeno (O2) viene rilasciato nell’ambiente. Un abete adulto, alto 25 metri, libera quotidianamente una quantità di ossigeno necessaria alla respirazione di quattro uomini. Anch’esso nel suo ciclo vitale, più invecchia, più lentamente cresce. Con gli anni assorbe anche sempre meno CO2. 

Se un albero non venisse abbattuto, con il tempo deperirebbe e marcirebbe rilasciando in atmosfera, nel processo di marcescenza, lo stesso quantitativo di CO2 incamerato durante il suo ciclo di vita. L’albero viene sfruttato per elaborare prodotti in legno. In tal modo il carbonio è immagazzinato in un deposito in cui rimane per decenni, forse addirittura per secoli. Ogni elemento in legno è un “serbatoio” di stoccaggio di CO2. Se prodotti in legno escono dal ciclo di utilizzo, possono essere utilizzati a scopo energetico (per esempio biomasse), o venir decomposti come prodotti iniziali. In entrambi i casi viene liberata la stessa quantità di CO2 che l’albero ha precedentemente prelevato dall‘atmosfera, il ciclo si chiude alla pari, senza danni per l’ambiente. I produttori di elementi in legno più sensibili e rispettosi dell’ambiente, si sono dotati di appositi impianti per la generazione di energia derivante dagli scarti della lavorazione del legno e dal suo recupero a fine vita: le centrali termiche a biomassa legnosa. 

L’energia così prodotta viene utilizzata nei cicli produttivi innescando un ciclo energetico eco-sostenibile e capace di annullare l’innalzamento delle emissioni. Naturalmente questo ciclo di “energia pulita” si ottiene esclusivamente utilizzando il legno, mentre non è possibile con gli altri materiali da costruzione, in particolare acciaio, alluminio, plastiche il cui riciclo e processo di trasformazione e di recupero necessita di enormi energie che a sua volta producono nuove emissioni in atmosfera. Il ciclo dell’anidride carbonica, con i suoi momenti di accumulo nel suolo e nell’aria e la conversione in materia vivente (in particolare legno) è mostrato nel grafico “Ciclo del CO2”.

Ciclo dell’anidride carbonica nel legno: quando gli elementi in legno escono dal ciclo di utilizzo, possono essere utilizzati a scopo energetico (per esempio biomasse), o venire decomposti come prodotti iniziali. In entrambi i casi viene liberata la stessa quantità di CO2 che l’albero ha precedentemente prelevato dall‘atmosfera, il ciclo pertanto si chiude alla pari, senza danni per l’ambiente. 

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Dal 1830 Legnolandia lavora con grande maestria il legno, progettando e realizzando costruzioni dedicate all’ambiente esterno. Le linee di prodotti proposti dall’azienda vantano un’ampia gamma di soluzioni che spaziano dai giochi per bambini alle attrezzature per lo sport, fino all’arredo degli spazi pubblici e privati ed alle bio-costruzioni.