Dott.ssa Sofia Ruzzetta

 Esperta in alimentazione e nutrizione umana

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Non è per nulla inusuale incontrare famiglie in cui uno dei figli ha una maggiore appetenza rispetto all’altro.

Dal punto di vista pratico e organizzativo questo “problema” causa delle difficoltà, in quanto la famiglia è costretta a gestire due situazioni completamente opposte e per tale motivo merita un’attenta riflessione.

Con il termine “ingurgitatore” spesso ci si riferisce a quel bambino che mostra una sorta di compulsività che lo porta, in particolar modo durante le ore pomeridiane, alla ricerca di cibo consolatorio ovvero quel cibo ricco di zuccheri semplici, grassi, conferendo al palato un’immediata gratificazione senza nessun apporto nutritivo.

Tali atteggiamenti sono dettati non solo dall’appetito ma anche dalla noia, solitudine e/o monotonia, pertanto è consigliabile che la famiglia si attenga a uno stile di vita sano, lasciando a disposizione del bambino alimenti come frutta e verdura fresche e di stagione, alcuni dolci casalinghi oppure delle merende sane, ad esempio yogurt, pane e olio oppure pane e marmellata, evitando tutti quegli snack trasformati e troppo saporiti. Inoltre, è indispensabile rendere questi momenti liberi divertenti, coinvolgendo il bambino in attività interessanti ed educative.

Un altro accorgimento di particolare rilevanza è accertarsi che il bimbo sia sazio a dovere dopo i pasti principali, così facendo si evitano digiuni prolungati, un appetito sempre più irrefrenabile o il ricorso a merende anticipate e quindi più frequenti nell’arco della giornata!

Altro punto sconsigliato sono i divieti e le imposizioni ma è bene anche evitare i comportamenti poco coerenti per impedire al piccolo “ingurgitatore” ciò che invece viene concesso al fratello inappetente.

Quest’ultimo, l’inappetente, si distingue per il poco interesse nei confronti del cibo e dei momenti di convivialità, quindi avrà bisogno di una maggiore sollecitazione. Molto importante è non tentarlo con alimenti troppo grassi e dolci pur di vederlo mangiare, in quanto tale atteggiamento potrebbe produrre un risultato totalmente opposto a quello desiderato poiché il bambino si sazierà in un attimo e con molta probabilità salterà il pasto successivo, perdendo un’altra occasione per alimentarsi in maniera corretta.

Un valido consiglio è quello di farlo giocare il più possibile e offrirgli degli spuntini e merendine sane in minima quantità ma equilibrate e nutrienti. Un esempio potrebbe essere quello del cioccolato, frutta a guscio, marmellata, una coppetta di gelato alla frutta, quindi via libera a spuntini sani, golosi e nutrienti ma in piccoli volumi.

 

Un concetto da abolire in assoluto, cari genitori, è il “purché mangi” offrendo cibi altamente appetibili ma poco nutrienti!

Tale comportamento, da una parte potrebbe “stuzzicare” il bambino con scarso appetito ma dall’altra il rischio è di incombere in un’alimentazione sbilanciata e inadeguata nella fase di crescita del bambino inappetente, nonché di un messaggio poco educativo nei confronti del fratello che invece fa fatica a saziarsi.

Tale approccio potrebbe infatti mettere il bimbo “ingurgitatore” a porsi dilemmi e domande quali: “Perché mangiare certi cibi per lui è giusto e per me no?” “Come faccio a resistere?” oppure “Se non ci riesco non sono bravo nei confronti dei miei genitori?”.

Qual è la soluzione definitiva?

Non esiste una soluzione assoluta poiché non ci sono famiglie tutte uguali e nemmeno bambini uguali. La cosa certa è che i comportamenti di entrambi non porteranno mai a soluzioni gratificanti per nessuno dei due figli.

L’unico modo di gestire la situazione è agire sul modello alimentare familiare modificandolo, insomma rendendolo omogeneo per tutta la famiglia e comunicando ai figli che le regole sono cambiate e che da quel momento in poi anche mamma e papà faranno del loro meglio per alimentarsi nel modo più sano possibile.

A volte, invece, incombe la necessità di pianificare una vera e propria dieta per tutta la famiglia, lavorando sull’educazione al gusto di entrambi i bambini attraverso giochi, letture ed esperienze sensoriali in modo da rendere più attento e sereno un fratellino e meno selettivo e diffidente l’altro.

In termini di pratica, il bambino che mangia troppo avrà bisogno di imparare a masticare più a lungo, gustare meglio il cibo, saziandosi così prima; l’altro invece dovrà imparare a conoscere, riconoscere e accettare attraverso i sensi le forme, tessiture, consistenze, odori e sapori degli alimenti che normalmente rifiuta.

Insomma, in questi casi, soprattutto nei momenti di tensione, trasgressione e rifiuto, è necessario riuscire a consumare i pasti tutti insieme in famiglia in maniera educativa ma allo stesso tempo giocosa e serena!

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Sofia Ruzzetta, Dott.ssa in Alimentazione e nutrizione umana, iscritta all’ Albo dei Biologi. Attualmente collabora come Biologa Nutrizionista nel team dell’ azienda Milanese SGProgram, un programma che racchiude una metodologia di allenamento e una filosofia di alimentazione mirata per sole donne. Collabora con un team di Diversi professionisti della salute a un progetto online “progetto salute 2.0” creato per offrire una maggiore qualità ai propri pazienti mettendo al centro la salute a 360gradi. Lavora come libera professionista in provincia di Treviso e Milano.
Credo che l’ ascolto sia la chiave vincente poiché il paziente deve essere seguito e costantemente supportato al fine di poter creare un legame stabile con se stesso, solo ascoltandosi è possibile raggiungere l’ equilibrio fondamento di un percorso duraturo nel tempo.