foto Cristo ReL’attività fisica per i bambini da 0 a 6 anni aiuta a prevenire problemi di salute ed educa ad un sano stile di vita, che tende a protrarsi in età adulta.

Nonostante le organizzazioni internazionali AHA, NASPE, WHO raccomandino almeno un ora al giorno di attività fisica strutturata e almeno un’ora ora di gioco libero. I nostri bambini praticano attività strutturata durante la settimana per 60 minuti complessivi, quando va bene!

Credenze sbagliate, abitudini errate e non conoscenza continuano ad interferire nello sviluppo dei nostri bambini! Come dice L. Vianello,che noi offriamo ai bambini un’opportunità o non la offriamo, comunque i bambini avranno conseguenze!”.

Il maggior ostacolo alla pratica dell’attività fisica nei bambini è la mancanza di una buona progettazione. Una buona progettazione, deve tener conto di:

1. scopi dell’attività fisica che si vuole proporre
2. obiettivi generali
3. obiettivi specifici
4. tipo di attività che intendiamo proporre
5. tempi: per quanto tempo e quante volte alla settimana
6. spazi: all’aperto, al chiuso…
7. materiali da utilizzare
8. caratteristiche e competenze dei bambini, cui proponiamo le attività
9. valutazione

Ognuno di questi punti merita una trattazione approfondita. Questo mese inizieremo con il primo aspetto per trattare le altre tematiche in seguito.

 

1. SCOPI DELL’ATTIVITA’ FISICA

Lo scopo ha a che vedere con il piacere che il bambino proverà nel praticare l’attività che noi gli proponiamo (strutturata). Il piacere nel fare un’esperienza è necessario affinchè il bambino si appassioni per ciò che fa. Non si tratta di semplice divertimento ma di provare emozioni che si imprimono nella memoria. Quando ricordiamo di esserci arrampicati su un albero, spesso ci viene da sorridere… Il sorriso significa che è un esperienza che abbiamo fatto e che ci ha procurato piacere…

CONDIZIONE DI FONDO PER POTER REALIZZARE ATTIVITA’ MOTORIA CON I BAMBINI E’ CHE PROVINO PIACERE IN CIO’ CHE FANNO.

 

Come fare? Innanzitutto è opportuno pensare ad alcuni aspetti:

personalizzazione delle attività, in modo che ciascun bambino possa trovare proposte adatte al suo livello di capacità di quel momento;
attività in zona di sviluppo prossimale (Vygotskji): si tratta di attività che il bambino da solo non è in grado di eseguire ma ce la può fare con l’aiuto di un adulto o di un compagno più esperto;
favorire esperienze di successo: non significa promuovere attività troppo facili, ma “mediare” le attività in maniera tale che ciascun bambino possa ottenere un esperienza positiva. In questo modo il piccolo è più motivato ad impegnarsi nuovamente in qualche cosa di difficile, impegnandosi ha buone probabilità di riuscita, migliora così la sua auto efficacia e aumenta a sua volta la motivazione…

Il bambino che acquisisce competenze motorie:

– è più cercato dai compagni
– al contrario il bambino con scarse competenze motorie viene mano a mano isolato
– buone competenze motorie invogliano il bambino a praticare maggiore attività fisica e questo a sua volta migliora le competenze motorie
– aumenta la resilienza del bambino rispetto alle difficoltà motorie che incontra.

Verranno trattati in seguito anche gli aspetti della relazione tra competenze motorie e processi cognitivi.

 

Patrizia Tortella

Sintetica bibliografia di riferimento:

Tortella P., Calidoni P., Tessaro F., Borgogni A., Fumagalli G., Favorire la pratica dell’attività motoria da 3 a 6 anni, Minerva Edizioni, Bologna 2012

Primo Sport – L’ambiente e il movimento ideali per crescere sani, Edizioni Libreria dello Sport, Milano, giugno 2011.

Tortella P., Durigon V., Cappellari D., Fumagalli G., Parco Giochi “Primo–Sport 0246” Il parco per lo sviluppo senso motorio del bambino, Libreria dello Sport, Milano 2011.