Studi recenti realizzati in Australia hanno analizzato le capacità motorie di bambini delle prime classi della scuola primaria. Il dato più importante che viene da questo studio è che l’interesse alla pratica motoria è direttamente proporzionale alle competenze motorie possedute. In altre parole, la carenza o mancanza di competenze motorie sembra influire anche sulla voglia di essere fisicamente attivi e sui comportamenti del bambino. Messo nelle condizioni di confrontarsi con i suoi coetanei (come tipicamente avviene a partire dalla scuola primaria), il bambino poco dotato di capacità motorie evita il confronto sul piano fisico e preferisce dedicarsi ad attività sedentarie come leggere, disegnare e praticare giochi da tavolo.

Questa mancanza di interesse e di impegno per le attività di movimento in funzione delle proprie capacità si osserva anche nei bambini della scuola dell’infanzia. L’osservazione sistematica dei piccoli frequentatori del parco Primo Sport 0246 mette in evidenza come già a questa età, di fronte a difficoltà pur facilmente superabili, i bambini con livelli di capacità motoria bassa tendano ad evitare le difficoltà e a dedicarsi ad altre attività in cui l’impegno motorio è scarso e privo di sostanziali difficoltà.
Riportiamo una nostra osservazione esemplificativa di questo atteggiamento, fatta nel parco Primo Sport 0246 a La Ghirada di Treviso.
Mentre i bambini con adeguate capacità motorie nell’affrontare l’asse d’equilibrio mettono in atto tutta una serie di strategie (come lo strisciare sull’asse, l’andare con un piede su e l’altro appoggiato per terra, camminare quasi carponi aiutandosi con le mani), i bambinetti “più impacciati” dopo qualche tentativo abbandonano l’asse d’equilibrio e passano a giocare con l’altalena.
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