Nella cultura occidentale lo sviluppo motorio del bambino viene considerato come una fase di sviluppo naturale. Viene dato per scontato e quindi procede relativamente indipendentemente dal contesto. Invece nei paesi in cui vi è necessità che il bambino impari in fretta ad arrangiarsi, grande attenzione viene data (in modo più o meno conscio) allo sviluppo motorio e i comportamenti degli adulti sono finalizzati a promuovere un rapido ed efficiente sviluppo motorio del bambino. Le ricerche scientifiche sullo sviluppo e sulle abitudini motorie condotte in diversi paesi hanno consentito di apprezzare quanto grandi siano le differenze etniche in termini di attenzione allo sviluppo motorio. Per esempio, le mamme occidentali tendono a parlare molto ai loro bambini, a mostrare loro oggetti, a stimolarli sul piano cognitivo, mentre danno meno spazio all’aspetto motorio. Al contrario, come già citato sopra, nelle società tradizionali dell’Africa lo sviluppo motorio è molto considerato dagli adulti, poiché rappresenta, per il bambino, la possibilità di correre, di scampare ad un pericolo. L’attenzione si esprime, ad esempio, dando ai bimbi dei carrettini con un lungo manico che essi spingono. Rallentando il movimento del bambino, il carrettino facilita il mantenimento dell’equilibrio nel cammino.  Mediamente, i bambini così educati all’età di 9 mesi camminano autonomamente. In Giappone, invece, in certi villaggi tradizionali, i bambini vengono messi per terra, su una superficie pulita, protetta, morbida a pancia in giù, appena nati, perché possano imparare velocemente a spostarsi strisciando prima e gattonando poi. Questi bambini imparano presto a sedersi ed alzarsi e iniziano a camminare precocemente. 

 

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