Lo sviluppo motorio è il risultato di due fattori convergenti.

Il primo è il patrimonio genetico del bambino il secondo è l’ambiente.

Sul primo si interviene solo in presenza di malattie genetiche.
Sul secondo abbiamo invece molte possibilità di intervento ed è incredibile quanto poco noi stiamo utilizzando queste possibilità e quanto invece stiamo agendo per ridurre lo sviluppo di una sana motricità a tutte le età, compresa la prima infanzia.
L’ambiente, in questo contesto, deve essere inteso sia come ambiente fisico che come ambiente sociale.
Il ruolo dell’ambiente è, nel suo complesso, quello di promuovere o inibire la possibilità che le capacità individuali siano espresse, migliorate ed esaltate.
Le capacità, anche quelle che sembrano elementari, hanno infatti bisogno di essere “provate” ed esercitate per poter diventare proprie e per migliorarsi.
Come già riportato in altra parte del libro, anche  funzioni basilari come il linguaggio necessitano di esercizio per svilupparsi.
L’ambiente è quindi importante perché può consentire, facilitare o inibire un’esperienza necessaria per lo sviluppo del bambino.