Una grande mole di studi ha messo in risalto che lo stile di vita in età prescolare è importantissimo per le ricadute sulla salute adulta. Bambini che si muovono poco e stanno molto tempo seduti tendono ad ingrassare e sovrappeso e obesità sono associati a patologie cardiocircolatorie, metaboliche, diabete, cancro… in età adulta. Se un bambino in sovrappeso nell’età 0-6 anni da grande dimagrisce mantiene comunque un altissimo rischio di patologia.

È indispensabile promuovere la salute sin da piccoli. Come fare allora?

Innanzitutto bisogna capire bene quali sono i comportamenti da modificare, dannosi per i bambini.

Greet Cardon professoressa del Department of Movement and Sport Sciences della Ghent University  (Belgio), mette in evidenza con I suoi recentissimi studi che non è solo la mancanza di movimento ad avere ripercussioni sulla salute ma anche il troppo tempo trascorso stando seduti.

Dagli studi emerge anche che genitori e insegnanti ritengono che i bambini siano molto attivi a casa e nelle scuole dell’infanzia, quando invece osservazioni sistematiche hanno messo in evidenza che i bambini si muovono troppo poco e soprattutto trascorrono troppo tempo seduti.

Vengono infatti proposte molte attività sedentarie come: disegnare, “pasticciare”, lavorare la pasta da pane, il pongo, infilare chiodini, cucire, giocare con i lego, ascolto di fiabe, … che spesso durano per tutta la giornata. I momenti dedicati all’attività fisica vigorosa e intensa, in cui i bambini possano sudare sono sempre più rari.

Le raccomandazioni internazionali sulla salute ricordano che i bambini da 1 anno in poi hanno bisogno di effettuare ogni giorno almeno 60 minuti di attività grosso motoria strutturata e almeno 60 minuti di gioco libero.

Si raccomanda l’attività grosso motoria, che implica il movimento globale di tutto il corpo, come correre, saltare, rotolare, arrampicarsi.

Un’altra importante raccomandazione è che le attività proposte siano evidence based, ossia seguite da una valutazione, che dia risalto a ciò che i bambini sanno fare e permetta di mettere a punto proposte mirate a ciascun bambino.

L’attività uguale per tutti non aiuta lo sviluppo delle competenze motorie di ciascuno, ma favorisce lo sviluppo dei bambini già bravi. Coloro che hanno delle difficoltà tendono mano a mano ad evitare i giochi, aumentando ancora di più le loro difficoltà. È importante che le proposte siano a “misura di ciascuno”, grazie alla mediazione dell’insegnante.
Patrizia Tortella

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Referenze

Sara D’Haese et al. Neighborhood perceptions moderate the association between the family environment and children’s objectively assessed physical activity. Health & Place 10/2013; 24C:203-209.