Le arrampicate, ma anche tutte le altre attività motorie svolte in forma più o meno spontanea dai bambini (traslocazioni, sospensioni, oscillazioni, scivolamenti, rotolamenti, ecc.), presentano comunque dei rischi d’infortunio di varia natura: traumi contusivi, abrasioni, tagli, escoriazioni, distorsioni, ecc. Diventa pertanto necessario adottare tutti gli accorgimenti possibili sia di tipo passivo (protezioni, strutture di assorbimento degli urti, spazi di rispetto, eliminazione di sporgenze ed angoli vivi, ecc.) che di tipo attivo (assistenza, sorveglianza, guida diretta da parte di adulti) per eliminare o, perlomeno ridurre, i margini di pericolosità ed i conseguenti rischi d’infortunio.

L’abolizione di ogni possibile pericolo non educa però alla valutazione dei rischi ed al senso di responsabilità: è noto infatti che i bambini sono dotati di una naturale predisposizione nello spostare i propri limiti, pertanto la mancanza di un’adeguata educazione al rischio, o meglio al riconoscimento ed alla valutazione del rischio, dovuta ad un’esperienza motoria limitata esclusivamente a situazioni caratterizzate da livelli di protezione eccessivamente alti, comporta una scarsa coscienza del pericolo. Paradossalmente potrebbe accadere che bambini, abituati ad agire in un ambiente ipersicuro e ultraprotetto, assumano iniziative realmente rischiose, perché non sono stati messi nelle condizioni di conoscere i propri limiti e non si sono mai confrontati con situazioni inusuali.

Ovviamente la riduzione dell’attività motoria comporterebbe anche la diminuzione degli incidenti; estremizzando il concetto si potrebbe affermare che l’immobilità costituisce in definitiva, l’unica strategia veramente sicura per eliminare drasticamente ogni sorta di infortunio. A lungo andare però, gli effetti negativi della carenza di movimento finiscono per riflettersi in maniera assai pesante sulla salute stessa dei bambini: infatti, oltre a prevenire problematiche come l’obesità e l’insorgenza di paramorfismi, una sana attività fisica rinforza le difese immunitarie e sviluppa le funzioni organiche.

[info]Per saperne di più scarica gratuitamente una copia del libro Primo Sport, questo argomento è a pagina 125-126[/info]