Le professioni in cui si ha a che fare con gli altri sono molto impegnative, poiché ci si mette costantemente in gioco. Spesso l’atteggiamento di chi abbiamo di fronte ci attiva una serie di risposte comportamentali che non hanno nulla a che vedere con la relazione presente ma che fanno parte della nostra storia, che attingono da nostre esperienze passate.

L’atteggiamento, il modo che utilizziamo per rivolgerci ai bambini sono spesso gli stessi che abbiamo vissuto quando eravamo piccoli. Le nostre insegnanti ci hanno “trattati” nello stesso modo con cui noi ci rivolgiamo ai bambini! Ci comportiamo senza una riflessione critica, spesso inconsapevolmente.

La figura dell’educatore è fondamentale nello sviluppo di un bambino e non è possibile, dunque, che non vi sia una adeguata criticità in merito a come comunicare.

Vi sono alcuni aspetti, in particolare, molto importanti  da tenere sempre presenti:

EFFETTO PIGMALIONE o profezia autoavverante

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È conosciuto anche come “effetto Rosenthal” e significa che se un insegnante è convinto che un bambino non sia capace ad esempio di imparare la matematica, lo tratti inconsciamente come se nulla servisse a permettergli di imparare, mettendo anche in atto comportamenti differenti rispetto a quelli utilizzati con altri bambini considerati “più dotati”.

Un po’ alla volta il bambino si auto convince di non potercela fare e si applicherà meno, convinto che a nulla serva l’impegno e molto probabilmente non riuscirà ad apprendere la matematica.

Robert Rosenthal realizzò un curioso esperimento che contribuì ad individuare ” l’effetto Pigmalione”:

– somministrò un test di intelligenza a bambini di una scuola primaria della California. Ne selezionò a caso alcuni, indipendentemente dal risultato ai test intellettivi e comunicò alle insegnanti che quelli erano i bambini più intelligenti della classe.  Dopo un anno Rosenthal ripassò dalla scuola e scoprì che i bambini selezionati, indipendentemente dalle loro effettive capacità cognitive erano diventati i migliori della scuola.

Le insegnanti, infatti, considerandoli i più intelligenti li avevano seguiti in modo particolare, facendo loro presenti le loro potenzialità e stimolandoli all’interesse per gli studi.

Si può capire bene quanto sia importante considerare la forza di questo meccanismo nel promuovere lo sviluppo di un bambino.

L’effetto “Pigmalione” non agisce solamente in ambito scolastico ma in tutti i settori della vita, ogni volta che si ha a che fare con relazioni tra capi e dipendenti, agisce in famiglia e ovunque si sviluppino rapporti sociali.

 

Si viene a creare uno schema di funzionamento di questo tipo:

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Da questo si trae un utile insegnamento per genitori e insegnanti:

possiamo aiutare i nostri figli a migliorare, se ci comportiamo nei loro confronti con fiducia nelle loro possibilità. Ci dobbiamo veramente credere. Allora mettiamo in atto una serie di comportamenti che contribuiscono a comunicare al bambino che noi crediamo in lui e che ce la può fare. Lui metterà in atto tutto quanto è possibile e riuscirà a migliorare.