Il problema della relazione tra sviluppo motorio e sviluppo cognitivo è da sempre aperto e ancora senza soluzione.

Sternberg afferma che siamo costruiti da tre forme di intelligenza, che necessitano di adeguato spazio per potersi esprimere: intelligenza analitica, intelligenza creativa, intelligenza pratica. Durante il gioco queste tre forme di intelligenza agiscono contemporaneamente e in particolare quella creativa e quella pratica intervengono anche durante le situazioni di complessità.

Anche la teoria dell’intelligenza di Gardner considera, tra le altre forme,l’intelligenza corporeocinestetica, che renderebbe alcuni bambini più predisposti di altri ad esempio a trovare soluzioni di giochi motori o ad inventare nuovi giochi.

Altri studi recenti stanno mettendo in evidenza che alcuni processi cognitivi, come ad esempio le capacità di attenzione e di memoria possono essere migliorati dalla pratica di specifici tipi di attività motoria.

Tuttavia è necessario chiarire che ancora non siamo in grado di stabilire esattamente quale collegamento ci sia tra sviluppo di capacità cognitive e di capacità motorie.
Alcuni dati nuovi sono emersi negli ultimi anni; per esempio la capacità di risolvere problemi di matematica si correla
con la capacità di controllare i movimenti rapidi degli occhi (studio condotto in Norvegia da un importante gruppo di
ricercatori diretto dal Prof Sigmundsson). Ma è bene far presente che il fatto che due capacità, una cognitiva ed una motoria, siano fra loro collegate non dimostra affatto che allenare una capacità debba portare a migliorare l’altra.

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