Gli studi interculturali hanno ormai reso evidente che lo sviluppo non avviene per tappe ma che nell’intreccio di ambiente fisico e socio-relazionale, caratteristiche del bambino, tipo di compito. Non avviene per maturazione ma per esperienza. La mancata o non sufficiente esperienza impedisce alla competenza di manifestarsi del tutto o in maniera sufficiente. E’ stato scoperto recentemente un villaggio in Africa (Keller H.) dove gli abitanti camminano a 4 zampe. Il villaggio è rimasto per tantissimi anni isolato e senza contatti con il resto del mondo e gli abitanti non hanno mai visto persone camminare a due gambe. Ma se è necessaria l’esperienza ci si chiede quanta ne serva. Vygotsckij L. ha introdotto il concetto di “zona di sviluppo prossimale”, per indicare quello spazio di apprendimento possibile solo se il bambino è supportato da qualcuno. Senza aiuto il bambino non può riuscire. In questo caso siamo certi che il bambino apprende qualcosa di nuovo, dal momento che da solo non è in grado di riuscire nel compito richiesto. Quando il bambino riesce anche da solo ad eseguire qualche cosa non si può dire che stia agendo a livello di zona di sviluppo prossimale e quindi non si può dire che abbia appreso qualche cosa di nuovo, ma solamente consolidato qualche cosa di già in parte conosciuto.

E’ importante che il bambino abbia opportunità diversificate e tempo per fare esperienza; sono importanti i momenti di gioco spontaneo ma anche i momenti di gioco mediato. Con il gioco spontaneo il bambino utilizza i materiali che ha a disposizione. L’adulto deve essere consapevole che il tipo di materiale scelto e la disposizione nello spazio data influiscono sull’attività del bimbo.

Se si intendono progettare attività motorie è importante porsi come obiettivo l’organizzazione di ambienti che favoriscano lo sviluppo di capacità di manualità, mobilità, equilibrio.

E’ altresì fondamentale poter poi valutare=dare valore (Tessaro) a come il bambino utilizza ambiente, spazi, materiali, per capire che tipo di apprendimento stiamo promuovendo in lui.

Un altro fattore indispensabile è l’insieme di frequenza, intensità e durata delle esperienze, che permettono il consolidamento delle nuove abilità e competenze apprese

Patrizia Tortella

Riferimenti
Gibson, J,. J. (1979) An ecological approach to visual perception. Houghton Mifflin, Boston.

Tessaro F., La valutazione dei processi formativi, Armando Editore, Roma 1997.

Tortella P., Tessaro F., Fumagalli G., Percezione-azione: il ruolo dell’educatore nella attribuzione di significato all’ambiente e al compito, con bambini di 5 anni, in Cruciani M., Cecconi F.,  (a cura di)  Atti del Nono Convegno Annuale dell’Associazione Italiana di Scienze Cognitive (AISC), Università di Trento, Trento 2012, pp. 303-308,  ISBN: 978-88-8443-452-4, http://www.aisc-net.org/home/2012/11/24/atti-aisc12/

Vygotskij L. S., Pensiero e linguaggio, Giunti, Milano 2007;