Spesso si sente dire che i bambini crescono indipendentemente da ciò che fanno, poiché è nella loro natura. In particolare nella fascia di età 0 – 6 anni i bambini giocano, si muovono e l’intervento dell’adulto non è quasi considerato.
Questa credenza viene riportata anche nell’ambito dello sviluppo motorio e dell’acquisizione delle competenze motorie. Sembra essere addirittura negativo seguire il bambino in pratiche motorie, che potrebbero“accelerare” e quindi danneggiare il suo sviluppo. Es. se va a cavallo da piccolo o inizia a camminare  troppo presto (si crede mediamente debbacamminare a 12 mesi) cresce con le gambe “storte”.
H. Keller, dell’Università di Oesnabrueck in Germania ha osservato che bambini/e Achè del Paraguai iniziano a camminare mediamente a 27 mesie che bambini/e Tso del Cameroon camminano mediamente a 8 mesi; letabelle di sviluppo che seguiamo in Italia indicano che i bambini/e camminano mediamente attorno ai 12-13 mesi. In queste situazioni le etàmedie in cui un bambino inizia a camminare sono molto diverse, nei diversi contesti.

E’ lecito tuttavia domandarsi da cosa dipenda la differenza così evidente. La ricercatrice ha allora osservato come vivono le loro giornate i bambinidi queste popolazioni. Si è accorta i bimbi Achè vengono trasportati insacchi, fasce per tutta la giornata, che non vengono mai messi a terrafino ad oltre un anno di vita. I bambini Tso del Cameroon, invece,vengono messi a terra appena nati, seduti dentro a dei secchi. Poivengono presi in braccio e lanciati in aria, messi a testa in giù, fattirotolare e muovere a ritmo, in braccio alla mamma. I bambini occidentali,vengono spesso tenuti del seggiolino, a volte messi a terra, a volte tenutinei marsupi.
La differenza di trattamento dei bambini concorre a definire l’età in cuiinizieranno a camminare e i bambini Tso, che iniziano a camminare a 8mesi non hanno le “gambe storte”!
Si potrebbe allora chiedere che cosa succede se i bambini iniziano acamminare a 8 mesi o a 28.
I processi cognitivi sono strettamente collegati a quelli motori, bastipensare alla capacità di un bambino di prevedere i pericoli. K. Adolphmostra che un bambino “principiante gattonatore” se incontra un bucodavanti a sé vi cade dentro, mentre un bambino “esperto gattonatore”, davanti allo stesso buco non vi cade dentro. La capacità di prevedere ipericoli pare essere strettamente legata alle competenze motorie.
Le capacità apprese nei primi sei anni di vita permangono anche quando ilbambino cresce. H. Sigmundsson ha osservato che i bambini che hannoseguito un percorso motorio in piscina dall’età di 4 all’età di 7 mesi hannosviluppato l’equilibrio e la capacità di prensione ad un livello moltosuperiore a quello di bambini della stessa età che non hanno avuto lastessa opportunità. Testati dopo 5 anni hanno manifestato lo stesso livello elevato in queste capacità motorie, rimanendo ancora superiori al livello medio degli altri bambini che nel frattempo avevano fatto qualche sport.
Studi recenti stanno verificando anche relazioni tra attività motoria e sviluppo di capacità di organizzazione, pianificazione, memoria, attenzione, capacità di attesa, condizioni importanti per il successonell’apprendimento scolastico futuro.
E’ importante iniziare sin da subito a sviluppare nel bambino il desiderio dimuoversi e contribuire allo sviluppo delle competenze motorie, attraverso una attenta e competente progettazione di materiali, spazi, ambienti, obiettivi, attività.
Patrizia Tortella
 
Referenze:
Kari S. Kretch, Karen E. Adolph, Cliff or Step? Posture-Specific Learning at the Edge of a Drop-Off, Child, agosto 2012.
Keller H., Cultures of infancy, Marwah, Erlbaum, N. J., 2007
Sigmundsson H., Hopkins B. “Baby Swimming Exploring the Effects of Early Intervention on Subsequent Motor Abilities.” Child: Care, Health and Development, Science Daily 210, 36 (3): 428 DOL:10.1111/j.1365-2214. May 7, 2010.
Children’s Intelligence, Cognition, and Academic Achievement.Educational Psychological Revue, June 1, 20 (2), 111-131