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Progetto di formazione nazionale 2017-09-15T09:37:45+00:00

Il Progetto di Formazione Nazionale per Insegnanti della Scuola dell’Infanzia

 

TERZO ANNO DI SPERIMENTAZIONE SU SCALA NAZIONALE DEL PROGETTO “FAVORIRE L’ATTIVITA’ MOTORIA (3-6 ANNI)” e “ATTIVITA’ MOTORIA E FUNZIONI ESECUTIVE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA”

Il progetto nazionale di formazione gratuita per la scuola dell’infanzia è la risposta operativa al forte segnale di allarme dato dalle maggiori organizzazioni scientifiche internazionali e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle conseguenze che la mancanza di pratica delle attività motorie hanno e sempre più avranno sullo stato di salute dell’umanità. Secondo le previsioni dei ricercatori le attuali abitudini di vita sedentaria predispongono i bambini di oggi a vivere meno dei loro genitori; la sedentarietà e l’alimentazione non corretta portano allo sviluppo precoce di alterazioni del metabolismo che sono alla base di patologie croniche che si manifestano in tutta la loro gravità in età adulta. È inoltre importante segnalare che le ricerche condotte negli ultimi anni sullo sviluppo nell’infanzia hanno evidenziato come l’attività motoria possa essere strumento anche per favorire lo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini, in particolare delle funzioni esecutive che sono alla base del successo scolastico e psico-sociale dell’individuo.

Per contrastare la tendenza alla sedentarietà è necessario educare ad uno stile di vita attivo sin dai primi anni di vita. Mentre questi aspetti sono chiari nella maggior parte dei paesi dell’Europa, la Scuola italiana e quella dell’infanzia in particolare tarda a cogliere il segnale che viene dalla ricerca scientifica e a metter in atto efficaci misure e programmi di promozione dell’attività motoria. In uno studio sulle attività svolte nelle scuole dell’infanzia di alcune valli del Trentino, risulta che le insegnanti sono consapevoli della necessità e dell’importanza di organizzare attività di movimento per i loro allievi, ma allo stesso tempo non inseriscono la cura dello sviluppo motorio tra gli obiettivi esplicitati nel POF né realizzano attività finalizzate allo sviluppo delle capacità motorie di base.

Alla base di questa “disattenzione” nei confronti dell’attività motoria vi sono diverse ragioni, tra cui la cronica mancanza di strutture adatte (o ritenute tali). Anche le Indicazioni Nazionali del Curricolo per la Scuola dell’Infanzia sono particolarmente lacunose e non forniscono indicazioni adeguate in merito agli obiettivi di sviluppo. Ma, come rivelano studi condotti su insegnanti e genitori, non vi sono dubbi che il difetto maggiore è la mancanza di formazione specifica e aggiornata che porta a mancanza di fiducia nelle proprie competenze da parte del docente e/o al possesso di conoscenze sullo sviluppo del bambino inaccurate, non aggiornate e spesso controproducenti.

IL MODELLO OPERATIVO DEL PROGETTO

Le esperienze condotte da Laboratorio 0246 e il Centro di Ricerca sullo sviluppo motorio nell’infanzia dell’Università di Verona negli anni scolastici precedenti con scuole del Comune di Treviso e Provincia hanno consentito di mettere a punto soluzioni operative che hanno reso fattibile il progetto su base nazionale, tenendo presente che entrambi hanno l’obiettivo di proseguire nello studio scientifico dello sviluppo senso-motorio nella fascia d’età 0-6 anni e di promuoverne la diffusione in tutto il territorio nazionale.

Il progetto per l’anno scolastico 2017/18 si basa sull’utilizzo dei due manuali “Favorire la pratica dell’attività motoria da 3 a 6 anni” e “Attività motoria e funzioni esecutive nella scuola dell’infanzia” in cui, sulla scorta dei dati presenti nella letteratura scientifica, gli insegnanti sono guidati alla progettazione, monitoraggio e rendicontazione di unità didattiche finalizzate allo sviluppo di competenze motorie di base nei campi dell’equilibrio, della manualità e della mobilità.

 

per informazioni scrivere una mail a info@0246.it indicando gentilmente anche la regione di provenienza, in modo da poter essere indirizzati verso il coordinatore regionale di competenza.